Disabili e vita autonoma: la Fondazione Vita Indipendente

La Fondazione Vita indipendente, che riunisce Asp Caritas, Comune di Modena e cinque associazioni quali Uildm, Aisla, Aut Aut, Anffas, Insieme a Noi, nasce con lo scopo di prendersi cura del futuro delle persone disabili, per garantire loro un aiuto nell'intraprendere e proseguire un percorso di vita autonoma e indipendente dal nucleo famigliare. Per conoscere gli scopi e le prospettive della Fondazione, ne abbiamo parlato con il Presidente Benito Toschi.

Mossi i primi passi nel corso del 2007 grazie all'impegno di Uildm, Anffas e degli altri partner la Fondazione Vita Indipendente si è costituita ufficialmente nel 2009. "Inizialmente il nostro intento era quello di andare in aiuto a quelle famiglie che non potevano più accudire il figlio o la figlia disabile per motivi di varia natura - racconta Benito Toschi - ma con l'andare del tempo abbiamo deciso di estendere lo spettro d'azione della Fondazione verso tutte le persone disabili che vogliono approcciarsi ad un cammino di vita indipendente dalla propria nucleo famigliare, ma che per farlo, devono poter contare su servizi di assistenza e su interventi di aiuto piuttosto complessi".
Al fine di rendere possibile un'alternativa alla vita in famiglia che non coincida necessariamente con il ricovero presso strutture come l'Asp Caritas o l'istituto Del Monte, la Fondazione si propone in primo luogo di realizzare soluzioni abitative dotate di tutti gli strumenti e gli ausili necessari all'autonomia della singola persona disabile, con le sue peculiarità e le sue esigenze, ideando progetti innovativi che contribuiscano a valorizzare ogni capacità residua degli utenti nella gestione della vita quotidiana. A questo proposito il Presidente della Fondazione afferma: "Sappiamo quanto sia importante per ogni persona disabile potersi pensare il più possibile autonoma nella gestione di sé e delle proprie scelte, dalle piccole cose di ogni giorno alle grandi decisioni della vita. D'altra parte le tante e diverse esigenze che rendono così complesso e articolato il mondo della disabilità non possono avere una risposta sempre adeguata dalle strutture assistenziali. Ci sono persone che possono mostrare capacità di autonomia molto maggiori rispetto agli standard delle strutture, e che trarrebbero sicuramente un grande giovamento da un'esperienza di maggiore autonomia. Poter decidere di sé stessi significa dare impulso all'autostima e aiutare le persone disabili a sentirsi cittadini più attivi nella comunità. Per questi motivi non intendiamo escludere nessuno dalla nostra proposta d'aiuto, restando disponibili a intervenire anche nei casi in cui la gravità del deficit rende più difficile un cammino d'autonomia e richiede l'attivazione di interventi più complessi e costosi. Il nostro unico limite è quello che deriva direttamente dalla disponibilità delle risorse di cui disporremo".
Al fine di garantire un impiego oculato delle risorse, rispondendo nel modo più adeguato possibile alle richieste dei disabili e delle loro famiglie, gli interventi della Fondazione Vita Indipendente saranno condotti coerentemente con una logica di rete: "Per analizzare quali siano le richieste più urgenti e i bisogni più pregnanti delle persone disabili ci affideremo al know how degli operatori dei Servizi Sociali da cui ci aspettiamo di poter acquisire una visione d'insieme rispetto al problema. Attivando strette collaborazioni con tutti i soggetti che entrano in gioco nella vita dei nostri beneficiari potremo conoscere da vicino quali siano gli interventi più urgenti e quali le modalità più adatte per rispondervi in modo globale e completo".
Nei piani d'azione della Fondazione infine rientrano anche interventi di sensibilizzazione rivolti alla cittadinanza e proposte formative dedicate a tutti gli operatori che rientreranno nel processo di realizzazione del disegno per cui essa è nata: "Essendo consapevoli della necessità di creare un contesto sociale e una rete di collaborazioni che permetta al nostro progetto di crescere, provvederemo a organizzare convegni e incontri nei quali cercheremo di spiegare ai cittadini i nostri obbiettivi e le nostre attività, condividendo con loro il nostro intento di creare maggiori chances di inclusione sociale per i disabili, che in questo modo saranno più portati a contribuire maggiormente alla vita collettiva".
Nei piani della Fondazione c'è posto anche per il volontariato: "Una delle nostre priorità consiste nell'infoltire il mondo di relazioni sociali intorno alle persone disabili e nell'arricchire la loro vita quotidiana. Per questo auspichiamo che le risorse umane e sociali messe in campo dal mondo dell'associazionismo e del volontariato contribuiscano in futuro a migliorare la qualità della vita degli utenti, e che i volontari possano affiancare gli operatori incaricati della gestione delle attività per contribuire a sostenere gli utenti nelle loro sfide quotidiane e veicolare un'immagine del mondo della disabilità più positiva, attiva e partecipata.

by Intersezione